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Musica liquida Musica solida

Prima di entrare nel merito meramente filosofico della questione e ragionare sui pregi e difetti dell’uno o dell’altro modo di ascoltare la musica, mi piacerebbe approfondire alcuni aspetti commerciali del fenomeno.

Analizzando i freddi numeri, si conferma un trend che evidenzia un continuo calare del mercato dei supporti fisici (globalmente), mentre continua a salire quello della Musica liquida.

L’andamento delle vendite di musica “liquida” contro la musica “solida” è piuttosto significativo: i rapporti erano, rispettivamente, 16% contro 84% nel 2006, 23% contro 77% nel 2007 e 34% contro 66% nel 2008. Nel 2009 i rapporti continuano ad avvicinarsi: 41% contro 59%. Ormai siamo vicinissimi al punto di pareggio. Il trend è inequivocabile, la crescita dei download “legali”è rapida, rapidissima.

Appurato che l’mp3 non è un formato di qualità accettabile, i formati audio lossless, cioé compressi senza perdita di dati (non come l’MP3, quindi, che “taglia” via deliberatamente intere porzioni del file audio) sono molti, non c’è solo il FLAC .

Esistono su internet degli album disponibili in formato FLAC a circa 10 Euro, ma non mi sono fidato a scaricarli per paura di non poterli ascoltare come si deve (cioè dall’impianto e non dal PC).

Inoltre  manca totalmente il supporto informativo (cioè la copertina e tutte le informazioni connesse, incluse eventualmente le foto) che anche il povero bistrattato CD comunque offre, magari in carattere minuscolo.

Si potrebbe pensare a scaricare un FLAC e un PDF allegato.

Per un vero appassionato, conoscere  i nomi dei musicisti, che partecipano all’album, i testi delle canzoni, le date di registrazione dovrebbe essere un must.Qui però entriamo in un altro campo: che cosa vuole oggi il pubblico dalla musica? Probabilmente il pubblico, oggi come ieri è diviso in due.

Pochi veri appassionati della MUSICA e molti fruitori di musica usa e getta.Tanti anni fa il supporto fisico era lo stesso per tutti, vinile , audio cassette, CD.

Oggi non più; si può scegliere per nostalgia, qualità sonora, sensazioni il caro vecchio vinile o lanciarsi nel download liquido.

Ad un’analisi superficiale si potrebbe paragonare i due fenomeni, allo slow e al fast food. Nutrirsi con lentezza, assaporare con gusto ogni dettaglio del manicaretto, dalla preparazione alla sua digestione, con relativa descrizione del preparato o nutrirsi, anche con gusto, ma senza attese, con possibilità di scegliere tra innumerevoli pietanze.

O ancora assaporare un Recioto della Valpolicella in un bicchiere di plastica, per lo più bianco.

I puristi della musica, non hanno dubbi, il vinile conserva il suo fascino, aumentato dal graffio del tempo, il suo è un suono profondo, esaltato anche da un impianto non esoterico.E volete mettere il fascino della copertina, il suo odore tipografico, i suoi colori, le informazioni dettagliate, scoprire che il bassista che ha suonato nell’ album di XYZ è lo stesso che ha suonato nell’album dei Pinco Pallino, una corrispondenza di amorosi sensi, che per anni ha affascinato e ipnotizzato intere generazioni.

Da questa analisi la musica liquida, sembrerebbe generata per le masse.Un grande outlet musicale, un mercato usa e getta, una massificazione dei suoni.

Io personalmente credo invece, in tutto ciò che è innovativo e progressista.

Il download della musica liquida mi ha portato, per esempio a scoprire artisti, lontani dal grande giro discografico, dal mondo delle radio e tv commerciali.

Questa mia scoperta mi porta spesso ad acquistare cd  o vinile di questi musicisti.E’ questo un pregio della “ globalizzazione musicale”.

Il download non inteso come punto finale , ma punto di partenza per conoscere e poi approfondire, le sonorità, il linguaggio degli artisti.

Ma noi in fondo siamo così, amiamo la velocità, il ritmo della vita e poi amiamo concederci le nostre pause, le nostre riflessioni, rallentiamo, quasi a voler arrestare l’inesorabile incedere del tempo.

Amiamo i nostri I POD, perché ci consentono in pochi minuti di crearci la nostra colonna sonora, per andare a lavorare, per sdraiarci al sole e poi invitiamo un amico o un’amica a casa, per ascoltare un album per intero, davanti ad un buon bicchiere di vino e parlare delle sensazioni che ci regala, della pulizia del suono, con l’unico fastidio di andare a girare il disco.

Ecco perché dico che un piccolo spazio, magari in lento ma progressivo ampliamento, per la Musica “solida” (in tutti i sensi) ci sarà sempre. Il vinile, da parte sua, potrà fare nuovamente da forza trainante.

Il futuro? Esiste già. La Linn, con la sua etichetta Linn Records, non solo “vende” i download in qualità “master da studio” ma fornisce anche i files per generare copertina, retro di copertina e booklet per costruirsi il CD in casa, identico a come sarebbe in negozio. E si può scegliere tra qualità “studio master” (40 albums!) in FLAC o WMA, qualità CD ed MP3, a prezzi differenti, chiaramente. Questa realtà esiste già da più di un anno.

Ed ora vi saluto perché il braccio del lp di Nick Drake, ha finito la sua corsa, lasciando lo spazio ad un fastidioso gracchio.

Riccardo Basagni

Sono nato a Napoli il 3/7/1960, attualmente sono dirigente presso un’azienda che produce guarnizioni frenanti per treni. La mia grande passione per la musica, in particolare quella rock, inizia dopo aver ascoltato Knife dei Genesis. Divento conduttore radiofonico nel 1976 a Radio Tele Sud Informazione. A seguire esperienze radiofoniche a Radio Kiss Kiss, Radio Spazio Uno, Radio Cosmo e infine Radio Med, la radio del City Hall Cafè.

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