Le Gocce cadono (ma che fa) Musiche NEWS Suoni

R.E.M. split up

L’immagine è tratta dal sito ufficiale remhq.com

Ricordo ancora con malcelata emozione le sensazioni provate al primo ascolto di “Murmur“, nell’ormai lontano 1983 (Chronic Town l’ho scoperto in seguito, ma era un EP).

Da vigoroso ventenne, provavo a condividere con le persone a me vicine anche le passioni musicali, non sempre di facile presa su chi non poneva la musica tra i suoi primi interessi.

Ebbene, con quel disco ci riuscii: era un perfetto connubio tra tradizione ed alternative, con quei testi oscuri ed affascinanti, le chitarre cristalline di Peter Buck e la stupenda voce di Michael Stipe.

Lo proponevo in radio continuamente, come un’ossessione.

Fu il mio album dell’anno, in un periodo in cui era ricco il ventaglio di uscite di qualità.

Poi, la teoria di splendidi lavori che hanno reso questo gruppo uno dei più grandi della storia del rock: Reckoning, Fables, Lifes Rich Pageant, Document, Green, fino alla svolta pop-rock iniziata con Losing My Religion (da Out of Time: in ogni caso, grande musica) ed Automatic For The People.

Li ho amati incondizionatamente, come ogni cultore del genere. Li ho apprezzati in concerto.

In seguito si sono persi, hanno lasciato per strada qualche pezzo importante e più che un brandello di ispirazione. Non la classe.

Quanto a me, mi hanno lasciato indietro: nel frattempo però, anch’io mi ero rivolto ad altre sonorità. Li ho seguiti con affetto, ma distante. Come amici lontani, se avessero mostrato di aver bisogno di me, ci sarei stato.

Hanno smesso: non saprei dire se in tempo, ma l’hanno fatto. A differenza di altre inguaribili cariatidi (purtroppo non immarcescibili). Li rispetterò anche per questo.

 

Dopo l’annuncio ufficiale del loro scioglimento, pubblicheranno il 15 novembre una raccolta: il doppio CD si intitolerà “Part Lies, Part Heart, Part Truth, Part Garbage 1982-2011”, contenente i brani che hanno fatto la storia del rock e della band e alcuni pezzi inediti.

Fabrizio Longobardi

Gli odori di cui da sempre ho un ricordo sono quelli del basilico e dell'acqua clorata. Opero con quotidiana applicazione nell'intento di dare nuova linfa a svariate entità economiche. Con la stessa frequenza, alimento il mio gusto onnivoro in tema di suoni, visioni, letture e pulsioni artistiche, che per una vita ho condiviso nella veste di autore e conduttore radiofonico. Sono lieto di sentirmi culturalmente apolide.

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